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Allenamento

Gare tra primavera e autunno: come gestire i due picchi

Correre una maratona in primavera e una in autunno rappresenta la sfida più ambiziosa per un runner amatoriale. Il calendario gare tra primavera e autunno richiede una pianificazione meticolosa. Costruire due picchi di forma senza bruciarti significa orchestrare mesi di preparazione, recupero e ricostruzione. Non esiste improvvisazione in questo percorso.

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Gianni Avalle

07/12/2025

La periodizzazione diventa il tuo strumento principale. Ogni settimana ha uno scopo preciso, ogni fase si concatena con la successiva. Il rischio maggiore? Arrivare esausto alla seconda gara obiettivo, con le gambe svuotate e la mente stanca. Oppure, peggio ancora, infortunarti a metà stagione. Questo accade quando il recupero post-gara primaverile viene sottovalutato. Accade quando l’estate diventa un periodo di allenamento intenso invece che di rigenerazione intelligente. La buona notizia: con una struttura corretta, puoi esprimere il tuo potenziale in entrambe le stagioni. Serve disciplina nella programmazione e onestà nell’ascolto del corpo.

 

 

La programmazione annuale : pianificare il doppio picco di forma

 

Una stagione con due obiettivi principali richiede una visione d’insieme. Non puoi pensare mese per mese. Devi visualizzare l’intero arco temporale, dalla prima settimana di gennaio fino alla gara autunnale. La periodizzazione classica prevede fasi di costruzione, intensificazione e tapering. Con due picchi, questo schema si ripete due volte, ma con differenze sostanziali.

 

La periodizzazione a blocchi per atleti endurance

 

Il modello a blocchi concentra stimoli specifici in periodi definiti. Un blocco aerobico di 4-6 settimane costruisce la base. Segue un blocco di soglia per migliorare l’efficienza metabolica. Il blocco finale lavora sulla velocità specifica di gara. Per il doppio picco, il primo ciclo completo dura circa 16-20 settimane verso la primavera – Il secondo ciclo, più breve, sfrutta la base già costruita: 12-14 settimane sono sufficienti. La chiave sta nel non azzerare completamente tra i due cicli. Mantieni un livello di fitness che permetta una ricostruzione più rapida.

 

Identificare le gare obiettivo (A-Race) nelle due stagioni

 

Scegli una sola gara A per stagione. Le altre competizioni sono B o C: utili per testare la forma, non per spremere ogni energia. La distanza temporale ideale tra i due picchi è di 20-24 settimane. Questo intervallo permette recupero, ricostruzione e nuovo tapering. Gare troppo ravvicinate, sotto le 16 settimane, compromettono la qualità del secondo picco. Nelle analisi settimanali con i miei atleti, verifico che il calendario rispetti questi tempi. Un errore comune è inserire troppe gare intermedie, arrivando stanchi al momento decisivo.

 

 

Il passaggio dalla primavera all’estate: la fase di transizione

 

La gara primaverile lascia il corpo in debito. Anche con una prestazione eccellente, i sistemi muscolari e nervosi richiedono rigenerazione. La transizione estiva non è tempo perso: è investimento per l’autunno.

 

Recupero attivo e rigenerazione post-gara primaverile

 

Le prime due settimane dopo la maratona primaverile prevedono solo corsa leggera : RPE 3-4 – frequenza cardiaca sotto il 70% della FCmax – Nessun lavoro di qualità.
Dalla terza settimana, inserisci gradualmente variazioni di ritmo : mai oltre RPE 6. Il volume settimanale resta al 50-60% del picco pre-gara. Questo periodo dura 3-4 settimane totali.
Il corpo ripara le microlesioni muscolari, ripristina le scorte di glicogeno epatico e muscolare : forzare i tempi significa accumulare fatica residua che emergerà in autunno.

 

Mantenimento della base aerobica durante i mesi caldi

 

Giugno e luglio diventano mesi di consolidamento aerobico. Il volume può tornare al 70-80% del massimo, ma l’intensità resta moderata : Lungo lento settimanale – medi a ritmo conversazionale – qualche fartlek giocoso. Nessuna seduta lattacida pesante.
L’obiettivo : mantenere la capacità aerobica senza aggiungere stress.
Questa fase prepara il terreno per il lavoro specifico di agosto-settembre. Con RunRitual, strutturiamo questo periodo con attenzione particolare al feedback soggettivo dell’atleta.

 

 

Costruire il secondo picco : focus sull’autunno

 

Agosto segna l’inizio della preparazione specifica autunnale. Il corpo ha recuperato, la base aerobica è solida. Ora puoi spingere verso il secondo obiettivo.

 

Adattamento del carico di allenamento e specificità

 

Il secondo macrociclo parte con un vantaggio : non devi ricostruire da zero. La fase di costruzione si accorcia a 4-5 settimane invece di 6-8. Passi più rapidamente al lavoro specifico. Le ripetute lunghe tornano protagoniste: 5x2000m a ritmo maratona con 90 secondi di recupero – I medi progressivi aumentano di frequenza – Il volume settimanale cresce del 10% ogni due settimane fino al picco, 4-5 settimane prima della gara. La specificità aumenta : se corri una maratona, il 60% del volume deve essere a ritmo maratona o più lento.

 

Gestione del tapering per la massima performance autunnale

 

Il tapering autunnale richiede maggiore attenzione. Il corpo ha già affrontato uno stress importante in primavera. Tre settimane di scarico funzionano meglio di due :
La prima settimana riduce il volume del 20-25%, mantenendo alcune intensità.
La seconda settimana taglia un ulteriore 30%, con solo brevi tocchi di ritmo gara.
L’ultima settimana prevede volume minimo, gambe fresche, mente concentrata.

Il rischio di sovrascarico è più alto rispetto al primo picco. Monitora la frequenza cardiaca a riposo : aumenti di 5-8 battiti segnalano affaticamento residuo.

 

 

Fattori fisiologici e ambientali tra le due stagioni

 

Primavera e autunno presentano condizioni diverse. Il tuo corpo risponde in modo differente. La preparazione deve tenerne conto.

 

Gestione del calore e idratazione nel richiamo estivo

 

Gli allenamenti estivi si svolgono in condizioni termiche impegnative : il calore riduce la performance del 2-3% per ogni grado sopra i 20°C. Sposta le sedute alle prime ore del mattino o alla sera. L’idratazione diventa critica : perdi 1-1,5 litri di sudore per ora di corsa intensa. Integra con elettroliti, non solo acqua. Il sodio perso va reintegrato : 500-700mg per litro di liquido assunto. Questi accorgimenti proteggono la qualità degli allenamenti e prevengono l’esaurimento.

 

Differenze psicologiche nella motivazione tra i due picchi

 

La motivazione primaverile nasce dalla novità della stagione. L’autunno richiede una spinta diversa : hai già corso, già sofferto, già festeggiato. Trovare nuove ragioni diventa essenziale. Fissa obiettivi cronometrici specifici. Cambia percorsi di allenamento. Inserisci una gara B intermedia per spezzare la monotonia. La mente stanca compromette la performance quanto le gambe pesanti. Nei programmi personalizzati, lavoriamo anche su questi aspetti motivazionali.

 

 

Nutrizione e integrazione per sostenere l’intera stagione

 

Una stagione con doppio picco richiede attenzione nutrizionale costante. Non puoi permetterti deficit energetici prolungati. Il fabbisogno calorico durante i picchi di volume raggiunge 2800-3500 kcal giornaliere per un runner di 70kg. I carboidrati costituiscono il 55-60% dell’apporto totale. Le proteine salgono a 1,6-1,8g per kg di peso corporeo per sostenere la riparazione muscolare. La fase di transizione estiva permette maggiore flessibilità, ma evita restrizioni eccessive. L’integrazione si concentra su ferro, vitamina D e magnesio, i più frequentemente carenti negli atleti endurance. Un piano alimentare personalizzato fa la differenza tra arrivare in forma o trascinati.

 

 

Prevenzione degli infortuni e monitoraggio del ovrallenamento

 

Il doppio picco moltiplica il rischio di infortuni. Il corpo accumula stress meccanico e metabolico. Sostituisci le scarpe ogni 600-800km : non aspettare che perdano ammortizzazione visibile. Inserisci due sedute settimanali di potenziamento muscolare, 20-30 minuti ciascuna : core stability, glutei, polpacci – i gruppi muscolari che proteggono dalle lesioni più comuni.
Monitora i segnali di sovrallenamento : disturbi del sonno, irritabilità, calo delle prestazioni nonostante il riposo, frequenza cardiaca alterata. La variabilità della frequenza cardiaca (HRV) offre indicazioni preziose sullo stato di recupero. Quando i segnali d’allarme compaiono, riduci immediatamente il carico. Meglio perdere una settimana di allenamento che l’intera stagione autunnale.

 

 

Trasformare la sfida in opportunità

 

Gestire due picchi di forma nello stesso anno non è solo una questione di chilometri accumulati, richiede maturità atletica. Non è un percorso per chi cerca scorciatoie. Richiede pianificazione rigorosa, recupero rispettato, alimentazione curata. I runner che completano con successo questa doppia sfida sviluppano una consapevolezza corporea superiore. Imparano a distinguere la fatica produttiva da quella distruttiva. Costruiscono resilienza mentale. Il calendario gare tra primavera e autunno diventa un’opportunità di crescita, non solo di performance.

 

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