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Allenamento

Lunghissimo nella corsa: quando farlo e come sfruttarlo al meglio

Il lunghissimo è uno degli allenamenti fondamentali per chi prepara una maratona o una gara di endurance. Questo tipo di sessione aiuta a migliorare la resistenza aerobica, l’efficienza metabolica e la gestione della fatica. Ma quando e come inserirlo nel piano di allenamento? In questo articolo scoprirai come strutturare un lunghissimo, quali sono i suoi benefici e come recuperare al meglio dopo una corsa lunga.

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Gianni Avalle

02/20/2025
Ripetute e variazioni di ritmo – RunRitual

Cos’è il lunghissimo e perché è fondamentale

Il lunghissimo è un allenamento che prevede una corsa prolungata a ritmo controllato, solitamente oltre i 25-30 km. Questo tipo di seduta è essenziale per abituare il corpo a sostenere sforzi prolungati e migliorare l’efficienza energetica.

  • Migliora la resistenza aerobica, fondamentale per distanze dai 21 km in su.
  • Aumenta la capacità del corpo di bruciare grassi, riducendo il consumo di glicogeno.
  • Simula le condizioni della gara, abituando muscoli e mente a sostenere lo sforzo.
  • Rafforza muscoli, tendini e articolazioni, riducendo il rischio di infortuni.

 

Quando inserire il lunghissimo nella preparazione

Il lunghissimo deve essere programmato in base all’obiettivo della gara e al livello del runner.

  • Maratona (42 km):
  • I lunghissimi iniziano circa 10-12 settimane prima della gara.
  • La distanza cresce progressivamente, partendo da 25 km fino a 35-38 km.
  • L’ultimo lunghissimo va fatto circa 3 settimane prima della maratona.
  • Mezza maratona (21 km):
  • Un lunghissimo può essere utile, ma la distanza si limita a 18-22 km.
  • Ultimo lunghissimo almeno 10 giorni prima della gara.
  • Ultra trail o 100 km:
  • Lunghissimi fino a 45-50 km, spesso su percorsi simili alla gara.
  • Distribuzione in più lunghissimi nel ciclo di allenamento.
Lunghissimo nella corsa corridore che corre su strada

Come strutturare il lunghissimo

Per ottenere il massimo dai lunghissimi, è fondamentale seguire alcuni accorgimenti.

  • Pacing e ritmo
  • Il lunghissimo va corso a un’intensità controllata, pari al 70-80% della frequenza cardiaca massima.
  • Il ritmo consigliato è di 30-40 secondi al km più lento del ritmo gara.
  • Idratazione e alimentazione
  • Bere ogni 5-7 km per mantenere il livello di idratazione.
  • Assumere carboidrati ogni 40-50 minuti con gel o barrette energetiche.
  • Varianti di lunghissimo
  • Lunghissimo progressivo: si parte piano per aumentare il ritmo negli ultimi km.
  • Lunghissimo con variazioni: include segmenti a ritmo gara per simulare la competizione.
  • Back-to-back long runs: due lunghi consecutivi per preparare ultramaratone.

 

Recupero dopo un lunghissimo

Dopo un allenamento di questa intensità, il recupero è fondamentale per massimizzare i benefici e prevenire infortuni.

  • Stretching e mobilità subito dopo la corsa.
  • Reintegro di liquidi e carboidrati entro 30 minuti.
  • Massaggi o rulli per il rilassamento muscolare nelle ore successive.
  • Riposo attivo il giorno successivo con una corsa leggera o nuoto.

 

Errori da evitare nel lunghissimo

  • Correre troppo veloce: non è una gara, il focus è sulla resistenza.
  • Ignorare l’idratazione: bere solo alla fine aumenta il rischio di crampi e cali energetici.
  • Fare l’ultimo lunghissimo troppo vicino alla gara: riduce il tempo di recupero e può compromettere la performance.

 

Conclusione

Il lunghissimo è una delle sessioni più importanti nella preparazione di gare di lunga distanza. Pianificarlo correttamente ti aiuterà a migliorare la resistenza e a gestire al meglio la gara.

Vuoi ottimizzare i tuoi lunghissimi e la preparazione per la maratona? Ti guiderò con un programma personalizzato su RunRitual!

 

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